Innovazione Culturale

Una proposta per la cultura e l'innovazione: destinare almeno il 5% del Fondo Nazionale di Innovazione (FNI) all'Innovazione Culturale.
Lettera aperta al Ministro dello sviluppo economico e Ministro del lavoro.

Lettera aperta

Alla cortese attenzione del Ministro dello sviluppo economico e Ministro del lavoro pro-tempore On. Luigi Di Maio.

Oggetto: il 5% del Fondo Nazionale Innovazione sia dedicato all’Innovazione Culturale

Egregio Ministro,

in relazione al Suo annuncio circa il lancio del Fondo Nazionale di Innovazione (FNI) con l’obiettivo di “riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione”, esponenti dell’industria culturale e creativa si sono fatti portavoce di una iniziativa che mira a rendere il FNI uno strumento di supporto anche per il comparto culturale, settore chiave per l’economia del nostro Paese.
Gli ultimi anni hanno visto la tecnologia, il digitale e le intelligenze artificiali trasformare radicalmente le nostre abitudini, il nostro rapporto con il tempo e con gli spazi nei quali viviamo, persino il modo in cui ci relazioniamo con i nostri affetti.
Il cambiamento è veloce, esponenziale, travolgente quasi in ogni settore.
Tuttavia il mondo culturale ha fatto sinora fatica a trarre pieno vantaggio da queste trasformazioni. Il Manifesto Europeo per il supporto alle industrie creative, presentato alla Fiera del libro di Francoforte del 2018, ha evidenziato come esista una distanza crescente tra le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e quanto queste potenzialità siano state comprese e impiegate nella crescita del settore culturale e artistico.
Si tratta di un paradosso, perché il mondo della cultura e delle lettere ha immaginato e raccontato le possibilità dell’uomo molto prima che algoritmi e calcolatori le rendessero praticabili nel quotidiano. È un paradosso che nasconde delle gigantesche possibilità e una sfida affascinante: ripensare il rapporto tra cultura e tecnologia.
È una sfida che da un lato investe le necessità e le ambizioni degli addetti ai lavori, almeno per quanto concerne la produzione, la divulgazione e la fruizione dei contenuti artistici e culturali, dall’altro lato riguarda l’idea stessa di società che immaginiamo per il presente e per il futuro.
Una cultura orfana di innovazione, infatti, si presta a essere la precondizione di un’innovazione senza cultura.
L’innovazione culturale non può e non deve limitarsi ad applicare le innovazioni tecnologiche e adattarle ai processi produttivi e distributivi dei prodotti (e delle esperienze) culturali. Il punto centrale del discorso è che ogni innovazione, in qualsiasi settore e in qualsiasi ambito, porta con sé una trasformazione della cultura e del vivere quotidiano della nostra società. Nella nostra visione, gli attori del settore culturale non possono sottrarsi a partecipare attivamente a queste trasformazioni.
È un tema che va ribaltato per comprenderne la portata.
Non si tratta solo di mettere le tecnicità al servizio della cultura nelle sue diverse forme e manifestazioni, colmando così forse un divario, ma lasciando, nei fatti, il percorso di innovazione della cultura e quello di innovazione tout court su binari paralleli.
La reale potenzialità è costruire dei percorsi di innovazione dei quali un settore chiave come la cultura sia parte attiva e integrante, con la sua capacità di abbattere barriere, costruire dialoghi, ridisegnare il possibile.
In Italia, stando ai dati riportati da Italia Creativa, nel 2015 l’Industria della Cultura e della Creatività ha registrato un valore economico complessivo di 47,9 miliardi di euro, pari al 3% del PIL, occupando oltre 1 milione di lavoratori e, quindi, superando settori chiave quali telecomunicazioni, energia, automotive e alimentare. E’ interessante notare come nel 2015 i valori economici diretti di tutti i settori creativi e culturali risultino in crescita, con l’unica eccezione dei Quotidiani e Periodici che registrano un calo superiore all’8%. Questi dati confermano la centralità del comparto per l’economia italiana, settore di punta per storia, tradizione e qualità dei servizi e prodotti offerti.
Pertanto chiediamo a Lei, Onorevole Ministro, che il 5% del budget disponibile del Fondo Nazionale Innovazione sia dedicato ad investimenti per l’industria culturale.
Iniziative di questo genere non sono nuove. Si pensi, ad esempio, all’iniziativa di Culture Action Europe dedicata alla mobilitazione dell’1% del prossimo framework di ricerca Horizon Europe per la cultura. Progetto che, insieme ad altri, ha spinto le istituzioni europee a fare di più per il comparto. Già nel 2016, anche grazie alla spinta dal basso, il Parlamento Europeo ha iniziato un lungo processo mirato all’adozione di una politica più coerente per l’industria creativa e culturale e che ha recentemente portato le negoziazioni tra Commissione, Parlamento e Stati Membri ad accettare un incremento del budget per le industrie creative nel prossimo framework di ricerca 2021-2027, a riconoscere formalmente l’industria creativa tra le altre industrie come ad esempio, salute, sicurezza, energia e ad istituire un cluster dedicato su “cultura, creatività e società inclusive”.
Augurandoci che questa richiesta possa essere presa in considerazione alleghiamo le firme degli esponenti firmatari del Manifesto.

I Firmatari

Ecco chi ha sottoscritto la lettera aperta. Questa sezione verrà aggiornata costantemente, per sapere chi sono i nuovi firmatari ti invitiamo a visitarla anche nei prossimi giorni.

Simona De Rosa, Andrea Nicolai - T6 Ecosystems
Emanuela Furiosi, Tomaso Greco - bookabook
Ugo Bacchella - Fondazione Fitzcarraldo
Maurizio de Giovanni - scrittore
Alfonso Andria - Centro Universitario Europeo dei Beni Culturali di Ravello
Aldo Colonetti
Lia Quartapelle - Deputata
Pierfrancesco Maran - Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano
Lorenzo Lipparini - Assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data del Comune di Milano
Alessandra Clemente -Assessore ai giovani e al patrimonio del Comune di Napoli
Luca Tesauro - Presidente e Amministratore Delegato di Giffoni Innovation Hub srl
Monica Errico - Direttore Master in Performing Arts Management, Accademia Teatro alla Scala
Walter Galbusera - Fondazione Anna Kuliscioff
Mario Montalcini - Brainscapital
Marco Cappellini - Centrica
Jacopo Tondelli - Gli Stati Generali
Jacopo Perazzoli - Università degli Studi di Milano
Antonio Lucidi - Presidente Sanitansamble
Marussa Gravagnuolo e Christine Lahoud - Galleria Pièce Unique
Silvia Costa, ex-Parlamentare europeo e Presidente Commissione Cultura Parlamento Europeo
Filippo Celata - Professore di Geografia Economica e Politica, Università degli Studi di Roma La Sapienza
Carlo Borgomeo - Presidente Fondazione con il Sud
Fabiana De Rose - Vitala Festival
Lucica Bianchi - Assessore politiche culturali e pubblica istruzione del Comune di Talamona (SO)

Per saperne di più

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